Scarica il file dei pigmenti PMU proibiti!
- Julia Rozgon
- 11 lug 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 12 nov 2024

Regolamenti sulla Sicurezza dei Pigmenti per il Trucco Permanente
In quasi tutti i Paesi, le autorità governative controllano la sicurezza delle sostanze chimiche utilizzate nei pigmenti per tatuaggi e trucco permanente (PMU).
Regolamenti nell'Unione Europea
Nell'UE, il protocollo REACH (Registration, Evaluation, Authorization, and Restriction of Chemicals) regola la sicurezza delle sostanze chimiche nei pigmenti per tatuaggi e trucco permanente. Questo regolamento, stabilito dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, è entrato in vigore il 1° giugno 2007. L'ultima modifica, il Regolamento n. 2020/2081, è stata emessa il 14 dicembre 2020, ampliando ulteriormente il Regolamento n. 1907/2006. Questo regolamento è il quadro normativo principale per la gestione delle "sostanze presenti negli inchiostri per tatuaggi e nei pigmenti per il trucco permanente" e disciplina la registrazione, la produzione e la distribuzione di queste sostanze chimiche.
Dal 2020, REACH ha aggiunto circa 90 nuovi composti alla lista delle sostanze chimiche soggette a restrizioni, la maggior parte delle quali sono pigmenti e coloranti organici. Studi approfonditi hanno dimostrato che queste sostanze nei pigmenti per PMU possono rappresentare potenziali rischi per la salute, inclusi effetti negativi sul sistema riproduttivo, aumento del rischio di cancro, mutazioni genetiche e altre reazioni sistemiche gravi, oltre a causare reazioni allergiche.
Regolamenti negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, la FDA (Food and Drug Administration), un'agenzia governativa sotto il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, si occupa della sicurezza degli inchiostri per tatuaggi e PMU. L'attività della FDA è regolata dal "Federal Food, Drug, and Cosmetic Act". Nessun ingrediente può essere utilizzato nella produzione di pigmenti se non è approvato dalla FDA come sicuro o classificato come "esente da certificazione".
Secondo la legislazione degli Stati Uniti, i pigmenti per tatuaggi e trucco permanente sono classificati come prodotti cosmetici. Negli ultimi decenni non ci sono stati cambiamenti significativi nei regolamenti. Alcuni ingredienti nei pigmenti PMU sono elencati come sicuri, mentre altri sono etichettati come "esenti da certificazione", il che non ne limita l'uso. Le sostanze chimiche e i coloranti nei pigmenti PMU non sono vietati preventivamente, a meno che non siano dimostrati effetti dannosi.
Influenza delle Norme Europee sul Mercato USA
Anche se negli Stati Uniti sono in vigore normative diverse, le leggi europee hanno un impatto sui produttori americani, dato che i principali produttori di pigmenti per tatuaggi e PMU si trovano negli Stati Uniti. I produttori che esportano i loro prodotti in Europa devono conformarsi alle normative REACH.
Periodo di Transizione per i Produttori
L'aggiornamento del regolamento REACH nel 2020 ha concesso ai produttori e ai fornitori di pigmenti per tatuaggi e PMU un periodo per adeguare le loro formule e documentazione ai requisiti di legge. Per la maggior parte dei composti chimici, la scadenza per la conformità è stata fissata al 4 gennaio 2022.
Per il Pigmento Blu 15:3 (CI 74160, EC No 205-685-1, CAS No 147-14-8) e il Pigmento Verde 7 (CI 74260, EC No 215-524-7, CAS No 1328-53-6) — due colori fondamentali negli inchiostri per tatuaggi — questa scadenza è stata estesa al 4 gennaio 2023, su richiesta dei produttori, a causa della mancanza di alternative sicure. Sebbene questi pigmenti siano essenziali nelle formulazioni per tatuaggi, possono non solo avere effetti negativi sulla salute, ma anche compromettere i risultati estetici nel trucco permanente.
Prossimi Approfondimenti
In un prossimo articolo, spiegherò perché alcuni produttori continuano a utilizzare CI 74160 e CI 74260 e perché mi oppongo fermamente alla loro inclusione nei pigmenti per il trucco permanente.
Di seguito è riportata una tabella delle sostanze chimiche vietate nella produzione di pigmenti per tatuaggi e trucco permanente nell'UE, con informazioni sul contenuto consentito (ad esempio, 0,5%), che di fatto ne limita l'uso.
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